EUROPA, ANCORA TROPPI RIFIUTI IN DISCARICA

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I nuovi Paesi aderenti all'Unione europea, rischiano di non far rispettare i limiti imposti entro il 2020

I deludenti risultati dei dieci nuovi Paese aderenti all’Unione europea, rischiano di non far rispettare l’obiettivo di riciclare almeno il 50 per cento dei rifiuti domestici entro il 2020.  La discarica continua a essere la principale modalità di trattamento nella Ue a 27: il 38 per cento degli scarti è stato interrato, il 22 per cento incenerito, il 25 per cento riciclato e il 15 per cento compostato.
Le differenze tra Stati membri sono sensibili; in alcuni, la discarica rappresenta ancora l’unica (o quasi) modalità di trattamento. E questa soluzione riguarda quasi il 100 per cento dei rifiuti in Bulgaria, il 99 percento in Romania, il 94 per cento in Lituania e il 91 per cento in Lettonia. Le percentuali più elevate di rifiuti urbani inceneriti sono state osservate in Danimarca, Svezia, Paesi Bassi, Germania, Belgio, Lussemburgo e Francia. In dieci Stati membri, l’incenerimento è stato pari o inferiore all’1 per cento. Le più alte percentuali di riciclaggio si registrano in Germania, Belgio, Slovenia, Svezia, Irlanda e Paesi Bassi. Gli Stati membri con i tassi più elevati di compostaggio per i rifiuti urbani sono l’Austria, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Danimarca e Spagna. Anche l’Italia è lontana dai target dell’Unione europea: in discarica finisce ancora il 51 per cento dei rifiuti mentre il 15 per cento è incenerito, il 13 per cento compostato e solo il 21 per cento riciclato. /www.europarlamento24.eu