RICICLO: AVANTI AUSTRIA E GERMANIA. ITALIA, ANCORA TANTO DA FARE

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Il rapporto è dell’Agenzia europea dell’Ambiente (Eea)

Viaggia a due velocità la raccolta differenziata in Europa, mentre l’Italia è lontana dal 65 per cento fissato dalla legge. Sono i dati che arrivano dal rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (Eea) fatto al 2010 e prendendo in considerazione i ventisette membri dell’Unione Europea, più la Croazia, l’Islanda, la Norvegia, la Svizzera e la Turchia. In totale, è stato riciclato il 35 per cento dei rifiuti urbani, molto meglio rispetto al 23 per cento registrato nel 2001. Molti Paesi, comunque, faranno molta fatica ad arrivare al 50 per cento fissato dall’Unione Europea nel 2020. Cinque Paesi hanno già raggiunto questo obiettivo ma molti altri dovranno compiere sforzi eccezionali per arrivarci. Per esempio, Bulgaria e Romania riciclano adesso piccole percentuali di rifiuti urbani perciò, per conseguire l’obiettivo entro il 2020, devono aumentare il riciclo di oltre 4 punti percentuali l’anno nel corso di questo decennio, cosa che nessun paese è riuscito a fare tra il 2001 e il 2010. Il Regno Unito ha aumentato la quota dal 12 per cento al 39 per cento tra il 2001 e il 2010, mentre l’Irlanda ha innalzato il livello dall’11 per cento al 36 per cento nello stesso periodo. Anche la Slovenia, la Polonia e l’Ungheria hanno migliorato di molto dal loro ingresso nell’Unione Europea.

Nello stesso decennio, la percentuale di spazzatura in discarica in Italia è calata dal 67 per cento al 48 per cento. In totale, la raccolta separata è arrivata al 35 per cento.

L’Austria ha la percentuale più alta di riciclo (63 per cento), seguita da Germania (62 per cento), Belgio (58 per cento), Paesi Bassi e Svizzera (entrambe al 51%). http://www.eea.europa.eu