INCONTRO CON DELEGAZIONE FRANCESE IN PROVINCIA SU AMBIENTE, LAGUNA, PESCA E SOSTENIBILITÀ

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Dalla Vecchia: «Siamo onorati di far scuola in Europa con il nostro esempio positivo»

Vertice sulla sostenibilità ambientale e pesca ieri in Provincia a Mestre, con la partecipazione degli assessori provinciali all’Ambiente Paolo Dalla Vecchia e alla Pesca Giuseppe Canali e una delegazione francese proveniente dal Languedoc Roussillon, regione della Francia meridionale. Obiettivo dell’incontro il confronto sulle azioni concrete già avviate sul territorio dall’ente Provincia, per quanto riguarda i temi della sostenibilità ambientale, patto dei sindaci, piani delle acque, pesca e l’acquicoltura in laguna di Venezia, pianificazione territoriale e urbanistica. Sono intervenuti anche i tecnici dei rispettivi settori Massimo Gattolin, Giuseppe Cherubini e Massimo Pizzato.

Per la delegazione francese erano presenti Yves Pietrasanta vice presidente del consiglio regionale del Languedoc-Roussillon, a capo di uno sviluppo sostenibile, Angelo Giordano consigliere del vice presidente, Pascal Pinet vice direttore generale dei servizi, Jean Pierre Viguier direttore Ambiente e sviluppo sostenibile, Raphaelle Vienot responsabile del servizio qualità della vita, energia e piano per il clima. Per la direzione regionale della pianificazione dell'ambiente e delle abitazioni (Dreal) il direttore Didier Kruger, per Ademe (Agenzia francese per l'ambiente e la gestione dell'energia) il delegato regionale assistente Jacqueline Roisil, per Languedoc Roussillon Sviluppo (Lra) società mista per la gestione associata Consiglio regionale e partner privati​​, il vice direttore Gilles Falkenreck, per la Comunità dei Comuni del Nord Bassin de Thau Jean Christophe Dalbigot direttore dei servizi generali, per  il gruppo Electricité de France (Edf) Jean Cottave delegato regionale, Jean-Claude Gibrac vice delegato regionale Edf, Vincent Renouard per le Relazioni istituzionali e lo Sviluppo Sostenibile, Jean-Pierre Lorillot direttore Enti Locali di Sviluppo.

L’assessore Paolo Dalla Vecchia ha accolto la delegazione portando il saluto istituzionale della presidente Francesca Zaccariotto e ricordando i programmi in materia di politiche ambientali della giunta da lei guidata. L’incontro si è focalizzato da subito sulle questioni tecniche, e sono seguite molte domande e risposte alle varie questioni emerse .

Il funzionario provinciale del servizio pesca e parchi Giuseppe Cherubini ha aperto i lavori illustrando nella sua relazione gli aspetti principali della realtà della pesca e dell’acquicoltura in laguna di Venezia: «La pesca e l’utilizzo degli specchi d’acqua per l’allevamento di specie ittiche i cui stadi giovanili si insediano nelle lagune, hanno in laguna di Venezia una tradizione secolare. Negli anni più recenti – ha spiegato Cherubini - la vongola filippina è diventata la prima produzione alieutica lagunare con picchi produttivi di oltre 40.000 tonnellate per anno osservati alla fine degli anni ’90. I cambiamenti che si sono succeduti nel tempo hanno  modificato le caratteristiche della pesca lagunare, con il passaggio da una attività alieutica diversificata, che sfruttava molte delle specie di interesse commerciale presenti in laguna, alla raccolta e all’allevamento di un’unica specie, la vongola filippina».

Sull’argomento l’assessore provinciale alla Pesca Giuseppe Canali ha aggiunto: «La Laguna di Venezia con i suoi 50 mila ettari di estensione, è la più vasta zona umida italiana, la seconda in Europa e  una delle più importanti del bacino del Mar Mediterraneo, con una biodiversità particolarmente ricca. Attualmente in Laguna lavorano circa 800 operatori nei settori della pesca e dell’acquacoltura - circa 600 addetti alla pesca e all’allevamento della Vongola filippina, circa 100 addetti alla pesca tradizionale di pesci con reti fisse, alla pesca di granchi e di seppie, circa 50 addetti all’allevamento di Mitili all’interno delle acque lagunari, circa 50 addetti all’allevamento estensivo di pesci all’interno delle valli da pesca). E’ una realtà produttiva rilevante per l’economia e la struttura sociale delle comunità veneziane di Burano e di Pellestrina e di Chioggia. Oltre all’area lagunare veneziana, c’ è un’altra laguna costiera, quella della zona di Caorle e Bibione, con ambienti naturali e comunità locali simili».

E’ quindi seguita la relazione del funzionario provinciale per il servizio pianificazione territoriale e urbanistica Massimo Pizzato che ha spiegato che «In riferimento alle azioni strategiche e alla pianificazione territoriale e urbanistica, a fine 2010 la Regione del Veneto ha approvato il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale strumento di governo del territorio di area vasta che ha il compito di sviluppare indirizzi e direttive per la pianificazione di livello comunale. La Provincia di Venezia ha ereditato le competenze per l’approvazione dei Piani Comunali e questo ha permesso un maggior dialogo, in termini di azioni sul territorio tra l’ente “intermedio”, la Provincia, e l’ente “operativo”, il comune.

All’attività istituzionale di approvazione dei Piani Comunali, l’Ente ha affiancato nel 2011 un documento guida, per la definizione di Azioni condivise sul territorio, contenute nel cosiddetto “Manifesto delle Azioni”, un vademecum con sette punti cardine per la gestione e il governo del territorio da applicare in sede di definizione degli strumenti urbanistici, per recepire le politiche di area vasta previste dal (Piano territorialiale di coordinamento provinciale) Ptcp.

Parallelamente al percorso di “Pianificazione istituzionale” la Provincia è coinvolta in un ulteriore strumento, “atipico” per la gestione del territorio, il Piano di Gestione “Venice and its Lagoon”, che ha funzioni di programmazione, che stabilisce la pianificazione degli interventi a tutela del patrimonio culturale e coordina tutti gli interessi afferenti ai siti».

E’ seguita poi la relazione del dirigente provinciale all’Ambiente Massimo Gattolin «Il territorio provinciale è attraversato da una rete di canali e di corsi d’acqua dolce particolarmente fitta e abbondante, a partire dai grandi fiumi che sorgendo dalle vicine Alpi o dalla fascia delle risorgive, attraversano la pianura veneziana per raggiungere il mare: Il Tagliamento, la Livenza, il Piave, il Sile, il Brenta e l’Adige. Tra le buone pratiche introdotte in tema di tutela ambientale, ci sono i Piani delle Acque, strumenti innovativi di programmazione per la manutenzione delle reti idrauliche e della risoluzione delle criticità del territorio che i Comuni, d’intesa con la Provincia e con i Consorzi di bonifica competenti, provvedono a predisporre. I Piani delle acque prevedono l’analisi del territorio con il rilievo di tutte le reti idrauliche e la verifica delle competenze delle reti scolanti; il rilievo delle affossature private di maggior impatto; il rilievo delle interazioni tra reti fognarie e reti di bonifica; l’individuazione delle priorità; la segnalazione delle principali criticità rilevabili e le misure da adottare per la loro rimozione; la definizione dei criteri per la corretta gestione e manutenzione delle reti idrografiche, la definizione delle linee guida per le nuove edificazioni e lottizzazioni in modo che non possano andare ad aggravare la situazione di rischio idraulico del territorio. A proposito dello stato di attuazione, nel 2012, 17 sono i comuni che hanno approvato il piano delle acque, 4 l’anno redatto, 18 lo stanno redigendo, 5 sono alla fase iniziale».

In particolare l’assessore provinciale all’ambiente Paolo Dalla Vecchia si è soffermato sul Patto dei sindaci avviato nel 2010 dalla presidente Zaccariotto sul risparmio energetico: «Nel marzo 2011 la Provincia ha presentato ai comuni del territorio le informazioni fondamentali per l’adesione al programma europeo Patto dei Sindaci, l’iniziativa promossa dalla Commissione Europea per coinvolgere attivamente le città europee nella strategia per la sostenibilità energetica e ambientale. Il Patto è l’opportunità di impegnarsi concretamente nella lotta al cambiamento climatico attraverso interventi che modernizzano la gestione amministrativa e influiscono direttamente sulla qualità della vita dei cittadini. Lo scopo è raggiungere e migliorare l’obiettivo 20-20-20, il 20 per cento di risparmio energetico, il 20 per cento di riduzione delle emissioni di anidride carbonica, e aumentare fino al 20 per cento la percentuale di fonti rinnovabili nel consumo energetico finale entro il 2020.

Le politiche per l’energia e la difesa del territorio, sempre più intimamente legate, sono tra i principali impegni che la Provincia di Venezia persegue per promuovere uno sviluppo sostenibile anche sul proprio territorio. Con l’adesione e l’attuazione del Patto dei Sindaci, la Provincia coinvolge le proprie comunità per migliorare l´efficienza energetica e l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili negli ambienti urbani, anche in alcuni settori chiave, come i trasporti (mobilità pulita) e l´edilizia (illuminazione, riqualificazione energetica).

I comuni che entrano nel patto, si impegnano a preparare e adottare un Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (Paes), in cui i firmatari delineano in che modo intendono raggiungere l’obiettivo minimo di riduzione delle emissioni di anidride carbonica entro il 2020, finalizzato a sostenere gli obiettivi fissati dall´Unione Europea. Attualmente, sono 28 i comuni della Provincia già nel Patto dei Sindaci, di questi 17 hanno già presentato il Paes e 11 hanno iniziato il percorso per la sua redazione.

Desidero ribadire che per questa Provincia è importante incentivare le azioni finalizzate al risparmio energetico, a potenziare le fonti di energia rinnovabile tra le quali soprattutto la geotermia, sempre in vista della riduzione delle emissioni di anidride carbonica. A tal proposito, è stato approvato dal consiglio provinciale nel maggio 2011, il regolamento provinciale per la realizzazione dei sistemi di scambio termico con il sottosuolo».

Yves Pietrasanta vice presidente del consiglio regionale del Languedoc-Roussillon «Ringrazio per la calorosa accoglienza e per le preziose esperienze presentate. Il nostro territorio ha molte zone, penso per esempio al Bassin de Thau, con caratteristiche ambientali simili a quelle delle vostre aree umide. L’incontro di oggi è stato molto fruttuoso; interessante capire quali siano le azioni messe in campo dalla Provincia di Venezia a tutela della laguna sia sotto il profilo della pesca, dell’acquicoltura, della pianificazione e della salvaguardia ambientale, sempre in chiave di sostenibilità. Il confronto tra le nostre due realtà è stato importante e fonte di spunti. Sono tante le vostre buone prassi con proposte concrete». http://www.provincia.venezia.it