Attenzione al biossido di azoto

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Ci sono dei limiti da rispettare dettati dalle norme europee

Occhio al biossido di azoto. Il sito www.ecodallecitta.it si è occupato di Air Quality of Regions, di cui Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna sono tra le regioni firmatarie, dove chiedono all’Unione europea di semplificare il sistema delle soglie limite per focalizzare l’azione dove ci sono i rischi maggiori per la salute. Non c’è solo il Pm10 a rendere più inquinata la nostra aria, infatti, ma pure il biossido d’azoto (No2), un gas tossico di colore bruno-rossiccio con un forte potere irritante. Ad alimentarlo, ci sono il traffico, il riscaldamento e le centrali di produzione di energia. E come il Pm10, che non può superare certi limiti dettati dalle norme europee, il biossido d’azoto non può oltrepassare la media annuale di 40microgrammi al metrocubo i diciotto sforamenti. Secondo i dati Arpav relativi al 2010, gli sforamenti totali registrati nelle cinquantanove stazioni sono stati superiori al previsto: Treviso, ad esempio, è arrivata a quota 40, Vicenza a 35,5, Verona a 33, Venezia 32, Padova 27, Belluno 26 e Rovigo 22. /www.ecodallecitta.it